allora ho ragione le cose per i bimbi costano di più

Carissimi bambini
Un carrello della spesa in versione "bambino" costa in media il 46% in più. Il marketing punta ai giovanissimi, col plauso di mamma e papà
Dentifricio, sapone, merendine, acqua minerale, gelato, snack, yogurt…
Lo stesso prodotto venduto a un prezzo ragionevole nella versione per adulti, quando è rivolto ai bambini viene proposto, in media,al 46% in più.

 

 

E lo stesso genitore è disposto a spendere quel 46% in più perché pensa di soddisfare un bisogno impellente del proprio figlio.


Prodotti dello stesso genere sono più costosi nella versione per bambini, con sensibili scostamenti di prezzo. Per gli snack si paga dal 24% (Barilla) al 38% (Ferrero) in più, fino ad arrivare al 180% in più delle patatine San Carlo.

“Due anni fa lo scarto di prezzo era del 32%, ma le differenze si fanno più consistenti nel tempo”, dice Chiara Mauri, docente di marketing dell’Università Bocconi di Milano, che da alcuni anni segue i prezzi di un paniere di prodotti della grande distribuzione, comparando il costo delle merci rivolte ai due target.
“Sembra che gli uffici marketing prendano sempre maggiore coscienza della possibilità di attuare una discriminazione di prezzo”, sostiene Mauri.

Il principio è semplice: si applicano per lo stesso prodotto prezzi più alti a chi è meno sensibile al costo e prezzi più bassi a chi si dimostra più attento. E nei prodotti per i bambini, la sensibilità al prezzo è largamente ridotta: il genitore chiude un occhio e accetta di pagare più caro il prodotto destinato al pupo. C’è quindi spazio per politiche di discriminazione.

Una confezione più colorata, un ingrediente per “favorire la crescita”, un gadget made in China e la breccia è aperta: il sovrapprezzo passa in second’ordine.

Complice il pressing del bambino, alimentato dalle seduzioni packaging e dall’imperdibile gingillo da aggiungere alla collezione.
L’offensiva finale al carrello della spesa di mamma e papà, è sferrata dal cosidetto “nag factor”, il ‘tormento’ (richieste insistenti, capricci, paragoni con gli altri bambini…) che un bambino ben condizionato dalla pubblicità mette in atto affinché acquistino per lui un determinato prodotto.

Non a caso le grandi compagnie spendono per la pubblicità rivolta ai giovanissimi cifre da capogiro e il target si rivolge a fasce di età via via sempre più "tenere".
Pupi griffati, superaccessoriati, truccati, ipernutriti e galvanizzati… Chi ha detto che la felicità non ha prezzo?

Kid is king, il pupo è sovrano, ma il suo regno non è la foresta di Sherwood, è un grande magazzino.

 

io ringrazio il cielo, che i miei figlli, non seguono le mode

non gli interessa se sono ferrero o altro

basta che siano buone,

stesse conse per vestiti e accessori,

e poi sanno che hanno tutto quello che gli serve

il respo è optional e se si può ok… altrimenti pazienza

e voi????

rosarossa

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Una Risposta to “allora ho ragione le cose per i bimbi costano di più”

  1. EVVIVA I GIOVANI E LA MODA!!!!!HIHIHIHIHIHIHIHIHIHI…
    =P

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